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Donazioni: finalmente la riforma che rende sicura la vendita di un immobile donato

Dal 18 dicembre è in vigore la nuova legge sulle donazioni immobiliari (Legge 182/2025), che modifica radicalmente la disciplina della circolazione degli immobili provenienti da donazione. La riforma elimina il rischio per gli acquirenti di perdere l’immobile in caso di azione degli eredi legittimari, trasformando il loro diritto in un credito verso il donatario. La novità semplifica il mercato immobiliare, facilita l’accesso ai mutui e rende più sicura la programmazione patrimoniale. Le nuove regole si applicano immediatamente alle successioni e donazioni successive all’entrata in vigore, con una finestra transitoria di sei mesi per i procedimenti già avviati.

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Oggi parliamo di deducibilità delle spese di affitto per l’inquilino e di agevolazioni per il proprietario.

L’affitto coinvolge norme fiscali che prevedono agevolazioni sia per inquilini che per proprietari.
Gli inquilini possono beneficiare di detrazioni per abitazione principale, con importi maggiori per contratti a canone concordato, lavoratori fuori sede, giovani tra 20 e 31 anni e studenti universitari.
I proprietari possono scegliere tra tassazione ordinaria o cedolare secca, che prevede aliquote fisse (21% o 10%) e sostituisce altre imposte.
Nei contratti a canone concordato, il canone è calmierato e sono previste ulteriori agevolazioni fiscali sia per chi affitta che per chi loca.
Per casi particolari (imprese o uso promiscuo abitazione/studio) è consigliata la consulenza di un esperto.

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È possibile vendere una casa donata?

Vendere una casa ricevuta in donazione è possibile, ma richiede alcune verifiche aggiuntive per tutelare acquirente e venditore. Le principali criticità riguardano i diritti degli eredi legittimari, che possono agire per la restituzione dell’immobile in certi casi. La soluzione più sicura è attendere determinati termini di legge, ottenere rinunce dagli eredi o stipulare una polizza assicurativa. Affidarsi a un’agenzia può facilitare il processo.

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Nati sotto il segno dei mutui

Se hai meno di 36 anni, puoi ottenere un mutuo per la prima casa con garanzia statale fino all’80%. Serve un ISEE sotto i 40.000 €, nessun altro immobile e l’abitazione deve essere principale. Dal 2025 stop alle agevolazioni fiscali.