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Oggi parliamo di deducibilità delle spese di affitto per l’inquilino e di agevolazioni per il proprietario.

Dietro la parola affitto si nasconde una complessità di norme fiscali, detrazioni e regimi agevolati che coinvolgono sia l’inquilino che il proprietario. Vediamo insieme quelle più comuni.

Agevolazioni per gli inquilini:

Chi vive in un immobile affittato come abitazione principale ha diritto a una detrazione fissa, che cambia se il contratto è a canone libero o a canone concordato. In sostanza, chi sceglie la forma concordata, oltre a un affitto generalmente più basso, gode anche di uno sconto fiscale maggiore. Naturalmente l’agevolazione spetta solo entro determinati limiti di reddito.
Ma esistono anche misure ad hoc per situazioni particolari:

– Se l’inquilino è un lavoratore dipendenti fuori sede: ha diritto a una detrazione aggiuntiva per i primi tre anni dall’avvenuto trasferimento.
– Se l’inquilino ha un età compresa tra i 20 e i 31 anni non compiuti: è prevista una detrazione pari al 20% del canone, fino a un massimo di 2.000 euro annui, purché l’immobile sia destinato a prima casa.
– Se l’inquilino è studente universitario fuori sede: è possibile detrarre il 19% delle spese di locazione, entro un tetto di circa 2.600 euro l’anno.

Agevolazioni per i proprietari:

In questa situazione non si parla di detrazioni, ma di come tassare i redditi provenienti dall’affitto e in questo caso si aprono due scenari:
– Scelta della tassazione ordinaria:
In questo caso il canone di locazione si somma agli altri redditi (stipendio, pensione, ecc.) e l’imposta si calcolerà secondo aliquote progressive. Questo significa che più alto è il reddito complessivo, più cresce la tassazione.
– Scelta della cedolare secca:
Si tratta di un’imposta sostitutiva che applica un’aliquota fissa sul canone (21% per i contratti a canone libero, 10% per quelli a canone concordato). In questo caso il reddito da locazione non subisce la progressività dell’IRPEF. Inoltre, la cedolare sostituisce anche le addizionali comunali e regionali e libera dall’obbligo di pagare imposta di registro e bollo.
Per scegliere la cedolare secca è necessario esercitare un’opzione al momento della registrazione del contratto o al rinnovo annuale, con la possibilità di revocarla successivamente. È bene ricordare che la cedolare secca riguarda solo le locazioni abitative.

Contratti a canone concordato

Si tratta di contratti stipulati sulla base di accordi territoriali tra associazioni di inquilini e proprietari, che fissano dei limiti di prezzo in base a caratteristiche oggettive dell’immobile e della zona.
Questa tipologia di contratto ha sia il vantaggio di garantire un canone più basso per l’inquilino, ma soprattutto permette importanti agevolazioni fiscali per il locatore (riduzione del 30% della base imponibile se si sceglie la tassazione ordinaria, un’aliquota ridotta al 10% se si sceglie la cedolare secca o uno sconto del 25% sull’ IMU). E se l’inquilino non è un privato ma un’impresa? Quali sono le agevolazioni o detrazioni? E se l’inquilino è un professionista che utilizza l’immobile sia come abitazione che come studio quali sono le considerazioni da fare? Ci lasciamo con queste domande e con tutte le altre che vorrete fare ai nostri consulenti sempre disponibili anche
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